Vangelo di Domenica 13 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

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Pensa e prega giorno per giorno

11 giugno da La parola.it

S. Annibale Maria di Francia

La pietra di paragone di ogni virtù è comportarsi con carità con quelli con cui si vive.

Don Tonino Bello

IL VIAGGIO: Padre, Tu non sei un Dio frenetico: non Ti lasci prendere dall’agitazione di chi è in perenne lotta con il tempo.
Regala qualche sosta al Tuo popolo perchè si fermi sotto la Tua “nube” per riassaporare, nella gratitudine,la freschezza della Tua ombra e ritrovare l’agilità di un buon passo sulla strada che ancora ci resta da fare.
Nella Tua tenerezza, Tu non sei avaro di ristoro e di pace per quanti ami.
Quando ci fermiamo per pigrizia, per incapacità o per colpa, la Tua nube sosti sul nostro capo e resti con noi finchè ci rialziamo di nuovo.
Mandaci la brezza leggera dello Spirito, che offre suggerimenti interiori, produce mentalità senza ricorrere alla forza e spinge al cambio senza creare traumi.

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Riflessioni giornaliere assieme al cardinal Ravasi

dal Breviario Laico del Cardinal Ravasi

da La Parola.it – 11 Giugno 2021

MI VIDE, MI AMÒ; LO VIDI, LO AMA

Ti amo da molto tempo. Da quando ti ho visto ho cessato di essere me stessa. Mi sembra che fin dal primo momento ti avrei seguito, se tu mi avessi chiamata; e anche se tu andassi in capo al mondo, ti seguirei sempre. Aleksandr N. Ostrovskij

«Il me vit, il m’aima; je le vis, je l’aimai». Si cita spesso questa battuta di un non memorabile scrittore francese del Seicento, Pierre du Ryer: «Mi vide, mi amò; lo vidi, lo amai». È il cosiddetto «colpo di fulmine» che travolge due persone che fino a quel momento si ignoravano e che ora divengono «una sola carne», come si dice nella Genesi (2,24).

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Dall’Osservatore Romano

Ovvero le disavventure di un povero cristiano

Il bambino e l’acqua sporca

di Ottavio De Bertolis – 11 giugno 2021

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Ma se uno volesse sapere che cos’è il Cuore di Cristo, a chi si rivolge? Cosa deve fare uno a cui venga in testa questa stranezza? Può accadere, in effetti, e non è necessariamente una patologia. Per esempio, è successo a me. A dire il vero, ero partito con dei problemi quasi insolubili, direi invalicabili. Alcuni radicali, come radicale (lo avrei scoperto dopo, studiando un pochino) è la grammatica, il linguaggio: perché dovrei dire «Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, abbi pietà di noi»?

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Dall’Osservatore romano

La scuola alla prova  della creatività

2 Giugno

Ccq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpegon Bianca come il latte, rossa come il sangue, bestseller in Italia e non solo, Alessandro D’Avenia ha raccontato il mondo della scuola in modo avvincente. Un racconto, come è avvenuto nei romanzi successivi fino all’ultimo, L’appello, — anch’esso tra i più venduti dell’ultimo anno — che è frutto di un’esperienza concreta, fatta di fatiche e successi quotidiani vissuti in un’aula scolastica. Professore di lettere al Collegio San Carlo di Milano, D’Avenia

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Dal “Corriere della Sera”

Il segreto per riuscire

«Ma più che il valicare il mare, è duro ciò che ti costrinse a passarlo» canta il poeta arabo siculo Ibn Hamdis nel suo Canzoniere. La vita ci costringe a «uscire» (da uscio, porta di casa) e altrettante volte a tornare. Anche quando navighiamo in rete prima o poi torniamo sull’icona home. Ma che cosa è più importante: uscire o tornare? Omero ha risposto in modo inequivocabile: vivere è tornare a casa. Ma quale casa? Mi ha posto la domanda una studentessa universitaria di matematica durante un recente incontro.

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dal “Corriere della sera”

Il consumo dei corpi

di   Alessandro D’Avenia | 10 maggio 2021

«Il primo rapporto sessuale di molte adolescenti che vengono in cura da me è stata una violenza». Così mi ha raccontato una psicoterapeuta alla quale chiedevo lumi su recenti episodi di cronaca ascritti alla cosiddetta «cultura della stupro». Secondo lei l’educazione affettiva di molti ragazzi è alimentata dall’esposizione a ore di video pornografici, che li portano a far coincidere il sesso con il dominio dell’altro. Per questo trovo l’espressione «cultura dello stupro» riduttiva: perché mai una società che accetta senza problemi la pornografia si indigna del fatto che i gesti maschili nei confronti di una ragazza siano predatori?

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da Campus

Non sapevo di essere felice

Anita Prati

Insegnante di Lettere all’Istituto statale di istruzione superiore “Francesco Gonzaga” di Castiglione delle Stiviere.

Campus News

Non sapevo di essere felice. Aprivo il registro. Le mie classi. Agenda. Va bene mercoledì prossimo? – dicevo ai ragazzi. Sì, profe, va bene – mi rispondevano. Che ore abbiamo il mercoledì? La seconda e la terza? Sì? D’accordo, allora: la seconda e la terza ora di mercoledì facciamo la versione di greco.

Mio Dio, com’era semplice il mondo, quando non c’era la DAD. Semplice e felice.

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da AVVENIRE

Cuore e tecnica, la salute di domani

di Maria Chiara Carrozza.

Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche

13 Maggio

«L’umanità del contatto con le persone fragili è impagabile, quando hai deciso di dedicare la vita a loro». Da un mese Maria Chiara Carrozza è presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dopo aver trascorso tre anni quale direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi: «Dall’evoluzione avvenuta in questa pandemia dobbiamo cogliere le premesse di un rinnovamento tecnologico e culturale».

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Da “AVVENIRE”

Chi sa dire vado io. Vivere e morire per i poveri, sulle Ande

da “Avvenire” : La scrittrice. Edith Bruck …

«Ho ricevuto il Papa in casa»

Alessandro Zaccuri martedì 23 febbraio 2021
I preparativi, l’emozione, lo scambio di doni: la scrittrice Bruck racconta il colloquio di sabato. «Sono rimasta colpita dalla sua umanità»

Alla vigilia c’era un po’ di agitazione, come sempre accade quando c’è da accogliere un ospite di riguardo: e che cosa gli offriamo, e dove lo facciamo sedere, e l’ascensore non sarà troppo piccolo? Poi, quando sabato pomeriggio il Papa è arrivato sul pianerottolo della casa romana di Edith Bruck, tutto è diventato semplice, familiare: «Lo aspettavo sulla porta, non appena l’ho visto mi sono portata la mano sul cuore e sono scoppiata a piangere», racconta la scrittrice ebrea di origine ungherese, che con l’autobiografico Il pane perduto (edito da La nave di Teseo) è candidata al premio Strega.

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RUBRICA GIOVANI: dal “Corriere della Sera”

Qualcosa di personale

di Alessandro D’Avenia,

01 febbraio 2021

Nel primo giorno di scuola «in presenza» ho ascoltato i miei studenti del secondo anno sui Promessi Sposi. Il romanzo più odiato dagli italiani può avere un effetto sorprendente anche su ragazzi di 15 anni, se lo lasci accadere (cioè lo leggi per intero) e non lo vivisezioni o lo usi come «pre-testo» per degli «interrogatori».

Io sceglievo un passo dai primi capitoli per ciascuno dei miei studenti che, dopo averlo letto con cura, avevano a disposizione dieci minuti, senza che io li interrompessi, per aprire «il mondo» che si trovava in e tra quelle righe.

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RUBRICA GIOVANI

dal “Fatto quotidiano” Migranti in Europa

Bosnia: l’inferno di migliaia di migranti bloccati al gelo, senza acqua potabile né bagni. “Questa gente rischia di morire per strada”

| 19 Gennaio 2021

Il 23 dicembre è andato in fiamme il campo profughi di Lipa, vicino al confine croato, dove vivevano 1500 migranti. Oggi sono tutti all’addiaccio, riparati da tende di fortuna. Sono alcune ong a preoccuparsi di tenere cuciti insieme gli ultimi brandelli di decenza, grazie alla forza di attivisti, cooperanti, volontari. L’8 gennaio, poi, un altro campo è bruciato a Blažuj, nella Bosnia occidentale. Ma la politica resta immobile.

Link: continua sul “Fatto quotidiano”


Da “La settimana News” – Auschwitz

Auschwitz

di: Giordano Cavallari – Tiziana Bacchi (a cura)

giornata memoria

Nella Giornata della memoria in cui si ricordano tutte le vittime dell’Olocausto, e che coincide con il giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (27 gennaio 1945), SettimanaNews propone una intervista a due specialisti: Frediano Sessi, autore del volume Auschwitz. Storia e memorie (Marsilio 2020); ed Enrico Mottinelli, autore de Il silenzio di Auschwitz. Reticenze, negazioni e abusi della memoria (San Paolo 2018), che ha anche collaborato al volume di Sessi.

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LETTURA da AVVENIRE – Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia


Investita da auto, muore suor Maria Assunta: portava cibo in bici a senzatetto

Ilaria Solaini e Davide Parozzi
da “Avvenire” di lunedì 14 dicembre 2020

Lettura da “Settimana News”


Pregare nei giorni difficili

 Marcello Neri

15 dicembre 2020
Pregare non è mai impresa facile, ma ci sono giorni in cui sembra essere quasi non possibile. Eppure, è proprio in giorni come questi che il vissuto della fede deve in un qualche modo passare attraverso il crogiolo della preghiera. La comunità cristiana ha un riferimento evangelico affidabile a cui attingere in momenti della vita come questi – la preghiera che Gesù ha consegnato ai suoi, di generazione in generazione.

Lettura: da AVVENIRE


Papa, matrimonio e famiglia, unioni omosessuali.

L’amore della chiesa e di mamma Rosina

Maurizio Patriciello

La conobbi che era già vecchia, si chiamava Rosina. Iniziammo a frequentarci, ben presto crebbe la fiducia e l’affetto tra noi. Giorno dopo giorno, volle raccontarmi la storia della sua lunga e travagliata vita. Nata e vissuta in una famiglia povera di un quartiere popolare della vecchia Napoli, giovanissima, aveva sposato Andrea, un uomo onesto, ma puntiglioso e prepotente. Di figli al mondo ne avevano messi tanti; i maschi, naturalmente, erano l’orgoglio di papà. Anche Matteo, l’ultimo arrivato, fu accolto e coccolato, almeno fino a quando non iniziò a dare segni di ‘stranezze’.

Matteo era omosessuale.

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da Avvenire: sull’immigrazione

Contributo degli stranieri residenti. La vera Italia degli immigrati. Oltre le dicerie

da Avvenire, di Leonardo Becchetti martedì 27 ottobre 2020

La seconda ondata della pandemia e i conseguenti provvedimenti di parziale lockdown sono un duro colpo anche per l’Italia, tutta, ma un po’ di più per l’Italia che non può permettersi lo smart working, il lavoro agile da casa.

Eppure ci arriviamo non colti completamente di sorpresa e con qualche esperienza in più. Ma soprattutto, se le buone notizie di ieri pomeriggio saranno confermate con il successo dei test condotti da Astra Zeneca su volontari anziani, i primi vaccini potranno arrivare in Italia già a dicembre (2-3 milioni di dosi) per poi progressivamente fino a coprire tutta la popolazione entro giugno 2020. La sperabile certezza di un lieto fine seppur tra qualche mese avrebbe la forza di dare spinta e dinamismo importanti all’economia già ora stimolando progetti, piena ripresa di attività e d’investimenti. Si tratta di resistere ancora alcuni mesi. …

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