Riflessioni su brani degli atti degli Apostoli (At 20, 17 – 27) – p. Giorgio Favero

Martedì della VI Domenica del tempo di Pasqua – dagli atti degli Apostoli (At 20, 17-27)

Download: Atti_Apostoli


Dal foglietto settimanale del 24 maggio: Settima Domenica di Pasqua (Anno A)

Ascensione del Signore

Dal Vangelo secondo Matteo(28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore

PER RIFLETTERE (p. Ermes Ronchi)

Un Dio che se ne va per restare ancora più vicino

Download: Foglietto settimanale 24 maggio-1

L’ultimo appuntamento di Gesù ai suoi è su di un monte in Galilea, la terra dove tutto ha avuto inizio. I monti sono come indici puntati verso l’infinito, la terra che si addentra nel cielo, sgabello per i piedi di Dio, dimora della rivelazione della luce: sui monti si posa infatti il primo raggio di sole e vi indugia l’ultimo. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all’appuntamento sull’ultima montagna. Leggi “PER RIFLETTERE (p. Ermes Ronchi)”

Addendum al foglietto del 24 Maggio: Letture

Padre Giorgio ci propone le seguenti 4 letture

Lettura n. 1

L’arte del naufragare

Alessandro D’Avenia

Per le fredde strade di Milano un ragazzo rivolge a tutti i passanti un sonoro: «Buongiorno!». La gente, di fretta, lo ignora, finché a un tale, che gli chiede perché lo abbia salutato dato che non si conoscono, dice: «Per dirle veramente buongiorno». Per tutta risposta l’altro lo manda a quel paese. È una scena di Miracolo a Milano, bellissimo film di Vittorio De Sica del 1951.

Tra il buongiorno del ragazzo e il vaffa del passante c’è il nostro Paese, esteriore e interiore: rendere agli altri la vita migliore o peggiore, con la nostra presenza. Privandoci delle cose superflue a cui ci aggrappavamo come fossero necessarie, la pandemia ci sta mostrando ciò che definisce il valore di una vita: la somma di amore che sa ricevere e dare. Possiamo fare a meno del calcio ma non delle madri, possiamo fare a meno delle cene fuori ma non degli infermieri, possiamo fare a meno delle aule ma non degli insegnanti… Leggi “Addendum al foglietto del 24 Maggio: Letture”

Lettura n. 2

Raccontare a Dio la nostra stroria non è mai inutile

Vincenzo Corrado

 … anche se la cronaca degli eventi rimane invariata, cambiano il senso e la prospettiva. (…) Quanto ne abbiamo bisogno, tutti! Con lo sguardo del Narratore – l’unico che ha il punto di vista finale – ci avviciniamo poi ai protagonisti, ai nostri fratelli e sorelle, attori accanto a noi della storia di oggi». Mi sono tornate alla mente queste parole di Papa Francesco – tratte dal messaggio per la 54ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (24 maggio) – nello scorrere delle giornate dell’emergenza «coronavirus».

Leggi “Lettura n. 2”

Lettura n. 3

QUELLA E QUESTA CLAUSURA

Piergiordano Cabra

 In questi giorni le nostre città sembravano monasteri di clausura: le strade vuote, tutti in casa, divieto d’uscire, la vita rinchiusa tra quattro mura.

E così qualcuno ha riscoperto il ruolo tradizionale dei monasteri di clausura, le cui linee telefoniche si sono intasate per le richieste più varie: dall’aiuto di preghiera, dalle confidenze di particolari situazioni, dalle insostenibili solitudini, dalle preoccupazioni per i loro cari, dal futuro minaccioso e persino dai molti “perché” che lo sconosciuto virus sollevava.

Per alcuni è stata una scoperta dei vantaggi del vivere in regime di clausura: “Chiusi in casa da oltre un mese, isolati da tutti, seguiamo le funzioni religiose attraverso la radio o sul video e non ne perdiamo una. C’è da dire che in questo modo le famiglie sono sempre riunite e si prega tutti insieme. I sacerdoti in Chiesa, anche se vuota, mi sembra che cerchino di rendere i Sermoni più interessanti del solito, arricchiti da bellissimi canti (naturalmente registrati) per non disperdere il loro gregge”. Leggi “Lettura n. 3”

Lettura n. 4

Una riflessione in tempo di pandemia

Perché Dio non elimina o almeno non blocca il Covid-19?

 padre Gabriele Ferrari

 Quante volte ho sentito nascere in me questa domanda! Umana e legittima, ma senza risposta. Chissà quanti altri se la pongono o se la sono posta! Ho letto in questi giorni che un signore affrontò un giorno la Madre Teresa di Calcutta: “Perché mai Dio non toglie un po’ del male del mondo? Lo potrebbe fare e farebbe un bene per tutti”. E la Madre di rimando all’interlocutore: “E lei che cosa fa per togliere un po’ di male dal mondo?”. La risposta per quanto secca non era impertinente ma vera e detta a proposito, in risposta all’eterno insolubile quesito del male nella creazione. Una risposta, guarda caso, che è ritornata di estrema attualità in questo momento mentre vediamo che, malgrado tutti gli interventi la curva dei contagi continua ad essere pericolosamente alta e se qualche speranza si mostra all’orizzonte, non devono venir meno l’attenzione e l’impegno di tutti. Non potrebbe Dio far finire questo flagello del Covid-19 che sta mietendo vite umane, bloccando il lavoro, e compromettendo il futuro della società e di tante famiglie? Quante preghiere pubbliche e private si alzano a Lui in questi giorni nelle case! Lo stesso Papa Francesco si è pubblicamente coinvolto in pubbliche suppliche davanti a una Piazza san Pietro e in una Basilica vuote! In fondo non sembra di chiedere troppo … Come mai Dio è così sordo o lento nel rispondere? Leggi “Lettura n. 4”

Lettura n. 5

SFOGARE IL CUORE, INSIEME E NEL NOME DEL PADRE

Rosanna Virgili,  Avvenire 14 maggio 2020

 La preghiera è un linguaggio universale che non appartiene solo all’homo religiosus ma interpreta tensioni dell’umano che trovano espressioni diverse, oggetti e metodi molteplici e creativi. Essa può essere intro-spettiva o psicologica, dedita all’intimità della persona, finalizzata a una conoscenza di sé, al piacere o alla pace interiore. Può essere contemplativa e declinarsi come una disciplina di pensiero, intellettuale, meditativa, rivolta all’intuizione, alla ricerca della verità o della bellezza. … Leggi “Lettura n. 5”

La notte non verrà !

I discepoli di Emmaus: Resta qui con noi, la notte non verrà

                   Video “Resta qui con noi, la notte non verrà” proposto dall’oratorio di Povo e realizzato dall’oratorio di Clusone, città  in provincia di Bergamo, zona particolarmente colpita dall’epidemia.

Messaggio dei parroci della zona pastorale di Trento ai parrocchiani

Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!»

MESSAGGIO DEI PARROCI DELLA ZONA PASTORALE DI TRENTO AI PARROCCHIANI

Carissimi e carissime, come parroci e vicari della zona di Trento desideriamo farci vicini a voi in questi giorni così strani che stiamo vivendo. Siamo nel tempo di Pasqua, ma facciamo fatica a viverlo da soli ed a sentirne tutta la forza.

Download: Lettera dei parroci

Leggi “Messaggio dei parroci della zona pastorale di Trento ai parrocchiani”

Rosario di martedì 5 maggio

Recitiamo il rosario assieme ai nostri Padri Dehoniani

5 Maggio 2020 ore 20:30