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SUMMARY:Foglietto settimanale
DESCRIPTION:\n\n\n\nCamminiamo Insieme\nN. 51  Anno V  Foglietto settiman
 ale della Parrocchia santi Pietro e Andrea\nPovo\n Tel.0461 810420 – e-
 mail: povo@parrocchietn.it – \nhttp://povo.diocesitn.it/\n\n\n\n\n27 dic
 embre: Santa Famiglia di Gesù\, Maria e Giuseppe (anno B)\nVANGELO\nQuand
 o furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale\, secondo la l
 egge di Mosè\, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusale
 mme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore
 : «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in
  sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi\, come prescrive l
 a legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone\, u
 omo giusto e pio\, che aspettava la consolazione d’Israele\, e lo Spirit
 o Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non av
 rebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso 
 dallo Spirito\, si recò al tempio e\, mentre i genitori vi portavano il b
 ambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo\, anch
 ’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio\, dicendo:\n«Ora puoi l
 asciare\, o Signore\, che il tuo servo vada in pace\, secondo la tua parol
 a\,\nperché i miei occhi hanno visto la tua salvezza\, preparata da te da
 vanti a tutti i popoli:\nluce per rivelarti alle genti e gloria del tuo po
 polo\, Israele».\nIl padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose ch
 e si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria\, sua madre\, disse: 
 «Ecco\, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e
  come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’a
 nima –\, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».\nC’era a
 nche una profetessa\, Anna\, figlia di Fanuèle\, della tribù di Aser. Er
 a molto avanzata in età\, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il 
 suo matrimonio\, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. N
 on si allontanava mai dal tempio\, servendo Dio notte e giorno con digiuni
  e preghiere. Sopraggiunta in quel momento\, si mise anche lei a lodare Di
 o e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
 \nQuando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore\, fecero 
 ritorno in Galilea\, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e s
 i fortificava\, pieno di sapienza\, e la grazia di Dio era su di lui.\nPar
 ola del Signore.\nPER RIFLETTERE (p. Ermes Ronchi)\nLa vecchiaia del mondo
  e l'eterna giovinezza di Dio\nMaria e Giuseppe portarono il Bambino a Ger
 usalemme per presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia col suo primo
  bambino arriva portando la povera offerta dei poveri\, due tortore\, e la
  più preziosa offerta del mondo: un bambino.\nNon fanno nemmeno in tempo 
 a entrare che subito le braccia di un uomo e di una donna si contendono il
  bambino. Sulle braccia dei due anziani\, riempito di carezze e di sorrisi
 \, passa dall'uno all'altro il futuro del mondo: la vecchiaia del mondo ch
 e accoglie fra le sue braccia l'eterna giovinezza di Dio.\nIl piccolo bamb
 ino è accolto non dagli uomini delle istituzioni\, ma da un anziano e un'
 anziana senza ruolo ufficiale\, però due innamorati di Dio che hanno occh
 i velati dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio. Perché Gesù non
  appartiene all'istituzione\, ma all'umanità. L'incarnazione è Dio che t
 racima dovunque nelle creature\, nella vita che finisce e in quella che fi
 orisce.\n«È nostro\, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene
  agli assetati\, a quelli che non smettono di cercare e sognare mai\, come
  Simeone\; a quelli che sanno vedere oltre\, come la profetessa Anna\; a q
 uelli capaci di incantarsi davanti a un neonato\, perché sentono Dio come
  futuro» (M. Marcolini).\nLo Spirito aveva rivelato a Simeone che non avr
 ebbe visto la morte senza aver prima veduto il Messia. Sono parole che lo 
 Spirito ha conservato nella Bibbia perché io\, noi\, le conservassimo nel
  cuore: anche tu\, come Simeone\, non morirai senza aver visto il Signore.
  È speranza. È parola di Dio. La tua vita non finirà senza risposte\, s
 enza incontri\, senza luce. Verrà anche per te il Signore\, verrà come a
 iuto in ciò che fa soffrire\, come forza di ciò che fa partire.\n Io no
 n morirò senza aver visto l'offensiva di Dio\, l'offensiva del bene\, l'o
 ffensiva della luce che è già in atto dovunque\, l'offensiva del lievito
 .\n Poi Simeone canta: ho visto la luce da te preparata per tutti. Ma qua
 le luce emana da Gesù\, da questo piccolo figlio della terra che sa solo 
 piangere e succhiare il latte e sorridere agli abbracci? Simeone ha colto 
 l'essenziale: la luce di Dio è Gesù\, luce incarnata\, carne illuminata\
 , storia fecondata\, amore in ogni amore. La salvezza non è un’opera pa
 rticolare\, ma Dio che è venuto\, si lascia abbracciare dall'uomo\, è qu
 i adesso\, mescola la sua vita alle nostre vite e nulla mai ci potrà più
  separare.\nTornarono quindi alla loro casa. E il Bambino cresceva e la gr
 azia di Dio era su di lui. Tornarono alla santità\, alla profezia e al ma
 gistero della famiglia\, che vengono prima di quelli del tempio. Alla fami
 glia che è santa perché la vita e l'amore vi celebrano la loro festa\, e
  ne fanno la più viva fessura e feritoia dell'infinito.\nQuando furono co
 mpiuti i giorni della loro purificazione rituale\, secondo la legge di Mos
 è\, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per pre
 sentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni ma
 schio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio
  una coppia di tortore o due giovani colombi\, come prescrive la legge del
  Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone\, uomo giusto 
 e pio\, che aspettava la consolazione d’Israele\, e lo Spirito Santo era
  su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto
  la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spiri
 to\, si recò al tempio e\, mentre i genitori vi portavano il bambino Ges
 ù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo\, anch’egli lo 
 accolse tra le braccia e benedisse Dio\, dicendo:\n«Ora puoi lasciare\, o
  Signore\, che il tuo servo vada in pace\, secondo la tua parola\,\nperch
 é i miei occhi hanno visto la tua salvezza\, preparata da te davanti a tu
 tti i popoli:\nluce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo\, Isr
 aele».\nIl padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicev
 ano di lui. Simeone li benedisse e a Maria\, sua madre\, disse: «Ecco\, e
 gli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segn
 o di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –\,
  affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».\nC’era anche una p
 rofetessa\, Anna\, figlia di Fanuèle\, della tribù di Aser. Era molto av
 anzata in età\, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrim
 onio\, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allo
 ntanava mai dal tempio\, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghie
 re. Sopraggiunta in quel momento\, si mise anche lei a lodare Dio e parlav
 a del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.\nQuando e
 bbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore\, fecero ritorno in
  Galilea\, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortific
 ava\, pieno di sapienza\, e la grazia di Dio era su di lui.\nParola del Si
 gnore.\nPER RIFLETTERE (p. Ermes Ronchi)\nLa vecchiaia del mondo e l'etern
 a giovinezza di Dio\nMaria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme p
 er presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia col suo primo bambino a
 rriva portando la povera offerta dei poveri\, due tortore\, e la più prez
 iosa offerta del mondo: un bambino.\n\nNon fanno nemmeno in tempo a entrar
 e che subito le braccia di un uomo e di una donna si contendono il bambino
 . Sulle braccia dei due anziani\, riempito di carezze e di sorrisi\, passa
  dall'uno all'altro il futuro del mondo: la vecchiaia del mondo che accogl
 ie fra le sue braccia l'eterna giovinezza di Dio.\n\nIl piccolo bambino è
  accolto non dagli uomini delle istituzioni\, ma da un anziano e un'anzian
 a senza ruolo ufficiale\, però due innamorati di Dio che hanno occhi vela
 ti dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio. Perché Gesù non appar
 tiene all'istituzione\, ma all'umanità. L'incarnazione è Dio che tracima
  dovunque nelle creature\, nella vita che finisce e in quella che fiorisce
 .\n\n«È nostro\, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene agl
 i assetati\, a quelli che non smettono di cercare e sognare mai\, come Sim
 eone\; a quelli che sanno vedere oltre\, come la profetessa Anna\; a quell
 i capaci di incantarsi davanti a un neonato\, perché sentono Dio come fut
 uro» (M. Marcolini).\n\nLo Spirito aveva rivelato a Simeone che non avreb
 be visto la morte senza aver prima veduto il Messia. Sono parole che lo Sp
 irito ha conservato nella Bibbia perché io\, noi\, le conservassimo nel c
 uore: anche tu\, come Simeone\, non morirai senza aver visto il Signore. 
 È speranza. È parola di Dio. La tua vita non finirà senza risposte\, se
 nza incontri\, senza luce. Verrà anche per te il Signore\, verrà come ai
 uto in ciò che fa soffrire\, come forza di ciò che fa partire.\n\nIo non
  morirò senza aver visto l'offensiva di Dio\, l'offensiva del bene\, l'of
 fensiva della luce che è già in atto dovunque\, l'offensiva del lievito.
 \n\nPoi Simeone canta: ho visto la luce da te preparata per tutti. Ma qual
 e luce emana da Gesù\, da questo piccolo figlio della terra che sa solo p
 iangere e succhiare il latte e sorridere agli abbracci? Simeone ha colto l
 'essenziale: la luce di Dio è Gesù\, luce incarnata\, carne illuminata\,
  storia fecondata\, amore in ogni amore. La salvezza non è un’opera par
 ticolare\, ma Dio che è venuto\, si lascia abbracciare dall'uomo\, è qui
  adesso\, mescola la sua vita alle nostre vite e nulla mai ci potrà più 
 separare.\n\nTornarono quindi alla loro casa. E il Bambino cresceva e la g
 razia di Dio era su di lui. Tornarono alla santità\, alla profezia e al m
 agistero della famiglia\, che vengono prima di quelli del tempio. Alla fam
 iglia che è santa perché la vita e l'amore vi celebrano la loro festa\, 
 e ne fanno la più viva fessura e feritoia dell'infinito.\nINTENZIONI SANT
 E MESSE PER I DEFUNTI    dal 26 dicembre al 2 gennaio 2021\n\n\n\n\nSab
 ato     26 dicembre\n10.00\nGiuliano\; Rita e Carlo\; Graziano\, Laura
  e Giorgio\;\n\n&nbsp\;\n\n\nDomenica 27 dicembre\n8.00\nFlavia e Alfonso\
 ; Renato\; defunti Famiglia Reale\; Valentino\, Rosa e Glauco\;\n\n\nLuned
 ì     28 dicembre\n8.00\nLuigi\, Maria e Letizia\; Diego e Lucia\;\n\
 n\nMartedì    29  dicembre\n8.00\nNello\; Pierina Segatta\;\n\n\nMerc
 oledì 30 dicembre\n8.00\nFranca\;\n\n\nGiovedì    31 dicembre\n18.30\
 n\n\n\nVenerdì   1 gennaio\n8.00\n\n\n\nSabato    2 gennaio\n18.30\n
 \n\n\n\nFoglietto 27 dicembre
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