Letture

Alessandro d’Avenia L’arte del naufragare

 

Lucetta Scaraffia ORA, DOBBIAMO FARE SUL SERIO

Le giornate in tempo di segregazione da coronavirus sono molto lunghe, non finiscono mai. Scandite da tappe sempre uguali: telefonate di informazione ma anche di intrattenimento, social e, soprattutto, brevi uscite per comprare beni di prima necessità. Le code davanti ai supermercati, alle farmacie e alle tabaccherie sono lunghe, talvolta lunghissime, ma nessuno è impaziente, nessuno sospira pensando al tempo che perde come succedeva prima alla cassa dei supermercati.

Daniele Novara  GENITORI IN TEMPO DI VIRUS

Il virus non se ne va in quattro e quattr’otto come temerariamente si sperava all’inizio dell’emergenza. Sulle prime, la chiusura con i figli sembrava quasi una vacanza sui generis o fuori stagione. Anzi, la libertà dalla scuola incoraggiava ogni sorta di fantasia. La faccenda in realtà appare molto complicata: i figli scalpitano e la parentesi diventa una cartina di tornasole delle capacità genitoriali e delle competenze educative, che può segnare per sempre questa relazione così fondamentale per la crescita delle nuove generazioni.

 Luigino Bruni  PERCHE’ NIENTE SIA PIU’ COME PRIMA

 “Niente sarà più come prima”. Si sente dire spesso in queste settimane. Speriamo tutti che cambi il modo politico e sanitario di affrontare e prevenire le emergenze globali. Non è, però, affatto detto che cambi il modello economico o il capitalismo. Ci attendono mesi di seria crisi economica, soprattutto in alcuni settori che più dipendono dalla mobilità, come turismo, ristorazione, cultura …

Giancarlo Bregantini   LA PRIMA COSA BELLA

 Si apre nella sofferenza questo maggio dedicato alla Vergine Maria. Il coronavirus ha generato paure e danni economici enormi. Viviamo questo dramma insieme, tutti nella stessa barca, come ha ricordato papa Francesco il 27 marzo, durante la veglia in una piazza San Pietro deserta. Per questo la ripresa sarà faticosa, ma non impossibile. Recita uno slogan: “Niente sarà più come prima”. A questa frase – da fiducioso quale sono – aggiungerei: “Tutto sarà migliorato”. A partire dalle relazioni fraterne e familiari, dal nostro rapporto col Creato e con le risorse comuni. In questi mesi di emergenza abbiamo capito che niente va sprecato, tantomeno sottratto al patrimonio sociale, penso soprattutto alla sanità e alla ricerca. …

Rosanna Virgili   SFOGARE IL CUORE, INSIEME E NEL NOME DEL PADRE   – Avvenire 14 maggio 2020

 La preghiera è un linguaggio universale che non appartiene solo all’homo religiosus ma interpreta tensioni dell’umano che trovano espressioni diverse, oggetti e metodi molteplici e creativi. Essa può essere intro-spettiva o psicologica, dedita all’intimità della persona, finalizzata a una conoscenza di sé, al piacere o alla pace interiore. Può essere contemplativa e declinarsi come una disciplina di pensiero, intellettuale, meditativa, rivolta all’intuizione, alla ricerca della verità o della bellezza. …

Alessandro d’Avenia La forma dell’Amore  Una riflessione sul Cantico dei Cantici

«Ehi, voi due, cos’è che volete l’uno dall’altro? Desiderate congiungervi indissolubilmente in una sola cosa, così da non lasciarvi né di giorno né di notte?» chiede il dio Efesto a due amanti sorpresi a unirsi, in un passo memorabile del Simposio, il dialogo di Platone sull’amore. …

Luigino Bruni salmo 8  da Avvenire

Alcune persone ricordano per tutta la vita il giorno in cui hanno visto per la prima volta il cielo stellato. Lo avevano “visto” altre volte, ma in una benedetta notte è successo qualcosa di speciale e lo hanno visto veramente. …

Alessandro d’Avenia L’infinito

«Quando guardo il cielo stellato sembra che tutto si cristallizzi e sia in armonia e che io sia perfettamente in armonia con il tutto. Ma poi torno in me, e torna l’inferno. Non so cosa fare, come potere finalmente accettarmi come sono». Così mi scrive una ventenne studentessa di astronomia….

Rosanna Virgili Covid 19: Ogni diluvio è fonte di trasformazione

Nell’ultimo giorno della sua vita Mosè espresse a Dio un desiderio: «Permetti che io passi di là e veda la bella terra che è oltre il Giordano e questi bei monti e il Libano». Ma dura fu la risposta di Dio: «Volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e a oriente e contempla con gli occhi, perché tu non attraverserai questo Giordano » (Deuteronomio 3,25–27) ….

Alessandro d’Avenia Infodemia

«Garson Poole si svegliò in un letto di ospedale e si accorse di due cose: gli mancava la mano destra e non sentiva dolore». Il protagonista di Formica elettrica di Philip K.Dick, uno dei più geniali autori del secolo scorso, non ricorda nulla del suo incidente. …

Francesco Cosentino La vita ed il culto

La storia dei due discepoli di Emmaus, che abbiamo incontrato nella III domenica di Pasqua, è una straordinaria pennellata dell’evangelista Luca, una delle più belle storie mai raccontate. Da qualunque prospettiva la guardi, è una pagina di rivelazione, che parla alla nostra vita …

Alessandro d’Avenia    La dea Ansia

La dea AnsiaAlessandro D’Avenia«Ansia» è stato il nome scelto da una bambina di quinta primaria, quando una collega ha chiesto alla classe di inventare una divinità, dopo aver spiegato loro che gli antichi divinizzavano ciò che ha potere sulla vita: Destino, Invidia, Bellezza… La decenne ha così giustificato la scelta: «Mia madre mi dice sempre che, se non mi impegno, non troverò lavoro». …

David Grossman  Quando finirà  Riflessione pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, fondato nel 1919

È più grande di noi, questa epidemia. È più forte di qualsiasi nemico in carne e ossa che abbiamo mai incontrato, più potente di qualsiasi supereroe che abbiamo immaginato o visto in un film. Di tanto in tanto si fa strada nel nostro cuore un pensiero straziante, che forse stavolta, nella lotta a questa epidemia, perderemo, perderemo davvero. …

Matteo M.Zuppi   non siamo_soli della collana “Emibook”

La sala della preghiera è il cuore. Il cristiano non è un solitario, intelligente o adulto, utilitarista o spettatore che sia. Il cristiano è sempre un figlio, generato come nuova creatura dal Signore che lo fa passare dalla morte alla vita, che lo prende con sé, che lo affida a sua madre, a cui è affidata sua madre e con lei i tanti fratelli. …

Giuliano Zanchi   I giorni del nemico – Il grande contagio e altre rivelazioni

n una delle prime scene di Chernobyl, una formidabile e angosciosa serie televisiva prodotta congiuntamente da HBO e Sky, si vede gente ammassata su un ponte, che da lontano contempla i bagliori della centrale nucleare in fi amme, mentre dell’invisibile polvere di grafi te por-tata dal vento sta già avvolgendo corpi del tutto ignari di quello che succede. Sembra folla raccolta per uno spetta-colo di fuochi artifi ciali. …

Alessandro d’Avenia    Ce la faremo?

ulla polverosa strada verso Emmaus, un paesino a pochi chilometri da Gerusalemme, due uomini parlano animatamente, quando un solitario viandante li affianca incuriosito:«Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Hanno il volto triste, e uno di loro gli risponde tra lo stupito e l’ironico: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Il viandante chiede: «Che cosa?». …

Dietrich Bonhoeffer Bonhoeffer

La Bibbia, l’evangelo, Cristo, la chiesa, la fede, sono un grido di guerra contro la paura. La paura: è il nemico originario. Essa si installa nel cuore dell’uomo, lo scava, sino a che improvvisamente egli si trova privo di resistenza, senza forza, e crolla. Furtivamente essa corrode tutti i fili che congiungono l’uomo a Dio e agli altri, e quando l’uomo, dall’abisso della propria indigenza, tenta di aggrapparvisi, quelli si strappano, ed egli impotente sprofonda ricadendosu di sé, fra gli sghignazzi dell’inferno. E allora la paura lo guarda dritto in faccia con un sogghigno e dice: “Adesso siamo soli, tu e io, adesso ti mostro il mio vero volto”. …

Marco Roncalli  L’anniversario. Settant’anni fa’ l’impiccagione del teologo luterano Bonhoeffer – Il cristiano che sfidò Hitler

Raniero Cantalamessa Omelia della Passione di Cristo in Vaticano

San Gregorio Magno diceva che la Scrittura cum legentibus crescit, cresce con coloro che la leggono.[1] Esprime significati sempre nuovi a seconda delle domande che l’uomo porta in cuore nel leggerla. E noi quest’anno leggiamo il racconto della Passione con una domanda –anzi con un grido –nel cuore che si leva da tutta la terra. Dobbiamo cercare di cogliere la risposta che la parola di Dio dà ad esso …

Pierangelo Sequeri , Chiara Giaccardi, Alessandro D’Avenia Letture – Le parole che servono per case sulla roccia – La via dell’eternità

Thomas Halik  Il segno delle chiese vuote. Per una ripartenza del Cristianesimo

Il nostro mondo è malato. Non mi riferisco soltanto alla pandemia del coronavirus, ma allo stato della nostra civil-tà, che questo fenomeno globale rivela. In termini biblici, è un segno dei tempi. …

Lorenzo Fazzini – Dio in quarantena

Si può fare una teologia del Covid-19? È possi-bile pensare teologicamente il coronavirus? Che cos’ha da dire la parola umana su Dio di fronte alla pandemia che da alcune settimane stravolge la nostra vita e la storia del mondo? Dio e co-ronavirus sono due termini che possono stare in una stessa frase che non sia di senso negati-vo? …

José Tolentino Mendoça –  “Il potere della speranza”   

Di fronte all’inedito dell’epidemia da Coronavirus, sentiamo di non avere parole adeguate per dar voce al nostro vissuto. Spaesati da un incubo divenuto realtà, si è tentati di attraversare questi giorni come tra parentesi, da anestetizzati, in attesa che tutto passi. …

Roberto LauritaLa settimana Santa

Marcello Nerinuova costituzione del mondo   –  L’Osservatore romano 4 Aprile 202

Senza nessuna preparazione, e neanche controppa consapevolezza da parte nostra, lastoria ci ha catapultato in una di quelle suefasi che potremmo chiamare di carattere costituente.Nei prossimi mesi si scriveràil tratto costituzionalenon solo del nostro paese, ma anchedell’architettura complessiva delle cose e delmondo. E questo vale pure per la Chiesa….

 L’Adige   Clarisse di BORGO   – 30.03.2020

L’emergenza del Covid-19 ha come dilatato il tempo al monastero di Borgo. Ha esteso in profondità le giornate. Per suor Veronica e le 11 monache le ore si sono fatte più intense. «Proprio così. Intense, non più lunghe come quando si veglia nelle notti di malattia perché il sonno non arriva: no, intense. Riempite di un essenziale che non pensavamo di trovare proprio qui. Proprioin un’emergenza. …